Flávio Bolsonaro ha vinto il primo turno con circa il 47% contro il 45% di Lula. Il 25 ottobre il Brasile dovrà scegliere il suo presidente. Dietro i numeri rimane però una domanda più profonda: quanto futuro può contenere un Paese ancora costretto a fare i conti con il proprio passato?
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Politica internazionale
Javier Milei ha utilizzato il podio delle Nazioni Unite per denunciare l’inefficacia dell’organizzazione e, nello stesso discorso, chiedere che le sue parole e risoluzioni sulle Malvinas abbiano finalmente conseguenze. Una contraddizione soltanto apparente che apre una domanda ben più importante: quale autorità conserva un’istituzione internazionale quando le sue parole non riescono più a modificare i fatti?
Le Chagos tornano sul tavolo tra Londra e Washington. Trump respinge l’accordo con Mauritius, Burnham promette di riesaminarlo e Diego Garcia ricorda una vecchia regola della geopolitica: esistono territori minuscoli il cui valore si misura meno in chilometri quadrati che in piste d’atterraggio.
Scozia, Galles e Irlanda del Nord uniscono le loro rivendicazioni e ricordano a Londra che persino le unioni storiche possono avere una data di scadenza.
Milei approfondisce l’alleanza strategica con gli Stati Uniti mentre raffredda il rapporto con la Cina. Dopo mille giorni, la politica estera argentina mostra non soltanto le proprie preferenze, ma anche il possibile prezzo da pagare quando una preferenza diventa una frontiera.
Javier Milei riporta la sovranità sulle isole al centro della politica estera argentina dopo averla trattata per anni con una sorprendente distanza. Che Donald Trump lasci ora intravedere una possibile revisione della posizione americana può rappresentare un’opportunità per Buenos Aires. Ma una questione di Stato non può dipendere dagli umori di Washington, di Londra o dall’amicizia fra due presidenti.
Londra risponde a ogni discussione sulla sovranità invocando la volontà degli isolani. Ma un voto può esprimere come una popolazione desidera vivere; non necessariamente può cancellare, da solo, una controversia territoriale riconosciuta a livello internazionale. Ora Donald Trump ha spostato, anche se soltanto di pochi centimetri, una pedina che da decenni sembrava praticamente immobile.
Un funzionario argentino ha trasformato un’opinione militante in un problema tra Stati. Sui social bastano pochi secondi per scrivere; alla diplomazia, a volte, servono anni per riparare ciò che qualcuno ha scritto in pochi secondi.






